Guida alla scelta del condizionatore: dai BTU, al numero di split, ed altro ancora

E’ importante tenere sotto controllo la qualità dell’aria nei locali in cui si vive, o comunque dove si trascorre gran parte della giornata, in modo di avere sempre un’ambiente salubre, in particolare con una temperatura né troppo calda né troppo fredda.

Considerato che l’aria che ci circonda e quella che entra nelle nostre case è spesso inquinata e contiene degli allergeni, i condizionatori moderni – che sono dotati di speciali filtri anti-odore, anti-polline ed anti-batterici – sono la soluzione ideale per minimizzare, almeno in casa, i disturbi di chi soffre di allergie e di altre patologie respiratorie.

Ad ogni modo tutti, anche chi non è allergico o non ha particolari patologie respiratorie, trae benefici nel soggiornare in stanze con l’aria pulita ed alla giusta temperatura.

Terminologia

Prima di continuare con l’articolo spendiamo due parole per chiarire la terminologia utilizzata.

Il condizionatore. Col condizionatore siamo in grado di impostare la temperatura e la velocità dell’aria che desideriamo avere negli ambienti. Va da sè che come conseguenza del fatto che l’aria che esce dal condizionatore è secca, l’ utilizzo di questo elettrodometico renderà più secca anche l’aria dell’ambiente esterno: si tratta di un’effetto “collaterale” dell’uso di condizionatori i quali non consentono appunto il controllo del tasso di umidità presente nell’aria.

Il climatizzatore. Col climatizzatore siamo invece in grado di controllare la temperatura, l’umidità e la velocità dell’aria in uscita.

Nel linguaggio corrente, anche in quello usato da molti produttori, i termini condizionatore e climatizzatore vengono impropriamente impiegati spesso come dei sinonimi.

Come scegliere il condizionatore

Ma quale soni i criteri che devono guidarci nella scelta del condizionatore migliore inteso come quello più adatto alle nostre specifiche esigenze?.

In primis dobbiamo capire quale tecnologia utilizzano gli apparecchi, per sapere se possono o no rappresentare per noi la migliore soluzione.

Poi occorre valutare la loro classe energetica.

Occorre anche capire quale è l’adeguata potenza del condizionatore relativamente ad un suo corretto dimensionamento: tanto per intenderci, quanta potenza deve avere per “coprire” una determinata stanza (o più stanze).

Il tutto ovviamente alla luce delle nostre reali esigenze: ad esempio all’esigenza di condizionare uno o più locali, poi ai costi che dobbiamo sostenere per l’acquisto e per il funzionamento, ecc.

Ma procediamo con ordine.

Le diverse tecnologie su cui si basano

I condizionatori attualmente in commercio, in base a come funzionano si dividono in due categorie: condizionatori d’aria che si basano sulla cosiddetta tecnologia on-off, e condizionatori d’aria che si basano sulla tecnologia inverter.

La tecnologia a inverter

Quella chi viene chiamata tecnologia a inverter viene utilizzata in diversi settori. Anche nel settore dei climatizzatori di qualità. 

Com’è noto, un’inverter è un’apparato che produce dell’energia elettrica a corrente alternata partendo da una sorgente in corrente continua e che consente di regolare in modo automatico e continuo la potenza e la velocità di funzionamento del condizionatore.

In questo campo, la “tecnologia inverter” permette quindi di gestire la temperatura di casa proprio come facciamo con i termostati e cronotermostati.

  • In pratica, il dispositivo raffredda l’ambiente velocemente sfruttando a pieno la sua potenza,
  • ma, una volta raggiunta la temperatura impostata, l’inverter rallenta e fa funzionare lo strumento, al minimo quanto basta per mantenere la temperatura raggiunta.

In questo modo non si consuma dell’energia in eccesso dovuta al fermarsi ed al riaccendersi della macchina. Questo mantenimento al minimo permette un dispendio energetico inferiore di circa il 30% in meno in otto ore.

In linea di massima, i condizionatori che si basano sulla tecnologia a inverter, all’acquisto sono più costosi di quelli con tecnologia on-off, ma poi danno un notevole risparmio a patto di usarli per almeno otto ore al giorno.

La tecnologia on-off

I condizionatori che si basano su questa tecnologia, hanno dei consumi energetici più elevati, perché al momento dell’accensione il compressore va subito alla massima potenza e continua a funzionare a pieno regime indipendentemente dalla temperatura della stanza.

Poi, una volta raggiunta la temperatura desiderata, il condizionatore on-off si spegne e successivamente, quando la temperatura della stanza varia rispetto quella pre-impostata, riparte sempre al massimo.

La loro classe energetica

classe energetica condizionatori

I condizionatori di ultima generazione aventi classe di efficienza A+++ e A++ hanno consumi di energia elettrica bassissimi, in virtù della loro elevata efficienza e spesso, quando vengono collegati ad un’impianto (domestico) pre-esistente non necessitano di aumentare la potenza della propria linea elettrica.

Si tratta di un dato davvero fondamentale, ed è importante conoscere a quale classe appartiene prima di procedere all’acquisto dell’elettrodomestico in quanto ci permette di avere un’idea circa l’impatto che avrà sulla bolletta della luce.

Le classi energetiche inferiori alla A+ sono oggi considerate obsolete e non particolarmente performanti. Il loro consumo è ben più alto, e potrebbe comportare la necessità di richiedere un’aumento della potenza contrattuale in chilowatt (kW): pensate solo che a parità di prestazioni, un condizionatore in classe A consuma all’incirca 890kWh, mentre uno di classe A++ ne consuma appena un terzo, ovvero 321 kWh.

Ecco perché è importante verificare con attenzione qual’é la classe energetica di ogni elettrodomestico – condizionatore compreso – che si pensa di acquistare.

Va da se poi, che poiché i consumi energetici di un impianto ad alta/altissima classe energetica sono più bassi, nel lungo termine consentiranno di avere un risparmio ben maggiore rispetto al maggior costo per il loro acquisto.

La potenza del condizionatore

btu

La potenza di un condizionatore si misura in BTU.

Questo valore è strettamente correlato ai metri quadrati dell’ambiente in cui il condizionatore deve essere utilizzato, perché questo va “tarato” o meglio va dimensionato in base ai volumi dell’ambiente in cui va ad operare.

Per calcolare quindi i BTU/h (British Termal Unit, per ora) si possono seguire i seguenti passaggi:

  • Il primo è di calcolare il volume della stanza (o delle stanze) da condizionare, e poi lo si moltiplica per 100.
    Facciamo un esempio pratico: abbiamo una stanza che misura 5 metri di larghezza, 4 m di lunghezza e 3 m di altezza. Il calcolo sarà: 5x4x3=60×100=7.200. Il condizionatore che devo installare all’interno di questo ambiente deve avere una potenza di almeno 7.200 BTU.
  • Mediamente si considera mediamente questo rapporto: per una stanza di 25-30 mq la potenza del condizionatore deve essere intorno a 9.000 BTU; arriva fino a 12.000 BTU per una metratura di 35-40 mq; sfiora i 18.000 BTU per dimensioni superiori a 40 mq.
  • Attenzione però: questo rapporto può considerarsi valido dolo se l’ambiente da condizionare è unico e non é particolarmente caldo, come potrebbe una mansarda; in questi casi è infatti indispensabile un condizionatore a inverter e, soprattutto, occorre consultare un tecnico specializzato.
  • Questo calcolo si basa solo sulle dimensioni dell’ambiente da condizionare, ma esistono ovviamente anche delle altre variabili che vanno considerate, come ad esempio la dispersione termica dell’abitazione. Ad esempio, se vivete in una casa non di recente costruzione, con infissi mal coibentati, sicuramente l’aria fredda erogata dal vostro condizionatore tenderà a dissiparsi molto velocemente, senza generare reale comfort, ma pesando (eccome!) sulla bolletta della luce.
  • Se poi volete risalire alla capacità di raffreddamento di un apparecchio a partire dai BTU/h, vi basterà fare il conto all’incontrario in questo modo: dividete i BTU/h per il fattore 340. Un condizionatore da 12.000 BTU/h riuscirà a raffreddare un ambiente di 35 metri quadrati

L’esigenza di raffreddare uno o più ambienti

Se la necessità di condizionare non riguarda un solo ambiente, potrebbe essere necessario acquistare un condizionatore multi split.
Uno split, altro non è che l’unità interna dei più comuni condizionatori domestici ad impianto fisso: la pompa che aziona il condizionatore solitamente è posta all’esterno dell’abitazione, mentre all’interno lo split provvede a mettere in circolo l’aria, più o meno refrigerata in base alle impostazioni definite.

Se un modello ha più di una unità interna, allora lo si definisce multi-split.

Condizionatore mono, oppure multi-split?

multi split

Immaginiamo di dover acquistare un condizionatore anche per la temperatura della zona notte della nostra abitazione. In questo caso dovremo quindi provvedere al condizionamento di più ambienti: la scelta che abbiamo è duplice.

Possiamo acquistare un condizionatore mono split e posizionare l’unità interna nel corridoio dove affacciano le due stanze:

  • se optiamo per questa scelta, è meglio puntare su un condizionatore “on-off” ,
  • infatti ancorché questi apparecchi consumino più corrente, garantiscono un flusso costante di aria, senza rallentamenti una volta che la temperatura nel corridoio raggiunge quella impostata;
  • in questo modo l’aria condizionata mantiene la spinta necessaria per arrivare in tutte le stanze;
  • ovviamente  in questo caso bisogna avere l’accortezza di chiudere la porta degli ambienti non utilizzati o da non condizionare, come bagni o i ripostigli, in modo da evitare la dispersione dell’aria prodotta.

Possiamo installare uno split per ogni ambiente da condizionare:

  • in questo, caso l’ideale è un condizionatore con tecnologia inverter;
  • per far sì che questo impianto possa funzionare adeguatamente, è necessario conoscere prima sia la potenza del motore esterno, sia quella dei singoli split interni
  • ma attenzione che quando gli split vengono usati in contemporanea ci potrebbero essere dei problemi di riduzione della potenza.

Altri fattori da considerare per l’acquisto di un condizionatore

La sua rumorosità

Se, in previsione delle notti estive, si vuole acquistare un condizionatore per raffreddare la stanza da letto, è molto importante che l’apparecchio sia silenzioso perché altrimenti potrebbe compromettere il riposo notturno.

Solitamente è il motore esterno quello che fa più rumore, perciò in fase di installazione evitate di posizionarlo nei pressi della camera da letto.

Dal momento che può essere rumorosa anche l’unità interna, quando acquistate questo elettrodomestico fate attenzione ai decibell indicati nella confezione, partendo dal presupposto che il livello migliore (per un uso notturno) dovrebbe essere compreso tra i 20 e i 30 dB

Gli indici tecnici SEER e SCOP

Per essere sicuri che stiamo acquistando il prodotto adatto alle nostre esigenze, oltre alla classe energetica e ai BTU dobbiamo valutare altri due elementi importanti:
-L’indice SEER (Seasonal Energy Efficency Ratio) indica l’efficienza energetica dell’apparecchio per il raffreddamento. La scelta di questo indice non è univoca, e varia in base alla dimensione della stanza da raffreddare. In linea generale, se la stanza da raffreddare ha tra i 30 e i 50 metri quadrati, l’indice SEER da scegliere dovrebbe essere tra 8 e 9.
– L’indice SCOP (Seasonal Coefficent Of Performance), cioè il coefficiente di prestazioni per il caldo dell’apparecchio, è un’indice è tipico dei condizionatori che si usano sia per raffreddare sia per riscaldare. Fornisce infatti delle indicazioni circa l’efficienza di riscaldamento del condizionatore, ed è un’indice molto utile a chi intende acquistare un’apparecchio per il doppio utilizzo. Se fosse il vostro caso, cercatene uno con un’indice SCOP compreso tra 4,5 e 5,7.

I possibili costi aggiuntivi

Il costo del condizionatore non è solo quello riportato sul cartellino del negozio. A volte ci sono dei costi aggiuntivi che non vengono in evidenza immediatamente, ma che potrebbero far diventare (quello che sembrava) un ottimo affare una macchina mangiasoldi.
Dei consumi in elettricità abbiamo già detto. Ma occorre anche valutare i costi delle parti di ricambio per la manutenzione ordinaria, come quelli dei filtri di ricambio, per esempio.

Informatevi bene quindi, al momento della scelta, se sono facilmente reperibili e quanto costano, per non incorrere poi in problemi  imprevisti dopo l’acquisto.

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